domenica 16 marzo 2025

Pian Schiavaneis: escursioni pericolose!

 







Val Duron: Site of Community Importance


La val Duron è stata classificata sito SIC (Site of Community Importance), zona speciale di conservazione e zona a protezione speciale nell'ambito dell progetto Natura 2000 della Provincia Autonoma di Trento.
 

Incuneata fra il Sassopiatto e il Gruppo del Catinaccio, la valle presenta un'altitudine media di circa 2100 metri, dai 1850 del Rifugio Micheluzzi ai 2204 del Passo Duron
















La val Duron è raggiungibile da Campitello di Fassa per mezzo di una strada sterrata, percorribile anche con fuoristrada e servita, nella stagione estiva, di un servizio taxi.





Bressanone: la città dei Principi-Vescovi


 













Jouf de Sela (m.2240): il sentiero impervio

 















lunedì 6 gennaio 2025

La benedizione del gesso

 


La benedizione del gesso è un'antica usanza fa parte delle tradizioni cristiane legate all'Epifania.


Descrizione

Che sia la dodicesima notte (5 gennaio), il dodicesimo giorno di Natale, la vigilia della festa dell'Epifania, oppure il giorno stesso dell'Epifania (6 gennaio), molti cristiani in tutto il mondo (inclusi anglicani, luterani, metodisti, presbiteriani e cattolici romani) scrivono con un gesso sulle loro porte una formula, formata da numeri e lettere, per invocare la benedizione del Signore sull'abitazione e sulle persone che la abitano.

In alcune località, ma non in tutte, il gesso usato per scrivere la formula della benedizione è benedetto da un sacerdote o ministro cristiano durante una particolare funzione nel giorno dell'Epifania; i cristiani poi portano a casa il gesso e lo usano per scrivere la formula.

Questa usanza ha radici bibliche legate alla Pasqua. Nell'Antico Testamento (Es 12: 1f) è descritto di come gli israeliti segnarono le porte delle loro case per essere salvati dalla morte; allo stesso modo la pratica dell'Epifania serve a proteggere le case cristiane fino all'Epifania successiva, quando l'usanza viene ripetuta.

Le famiglie compiono questo atto perché rappresenta l'ospitalità della Sacra Famiglia ai Magi (e tutti i Gentili ); serve quindi come benedizione per invocare la presenza di Dio nella propria casa.

In Italia la tradizione è ancora viva e molto diffusa principalmente nelle regioni del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, ma anche in altri luoghi dell'arco alpino.

La Chiesa cattolica riconosce questa pratica come genuina espressione di pietà popolare.

Questa usanza che spesso è celebrata mediante processioni di bambini accompagnati dai genitori (i Cantori della Stella), esprime la benedizione di Cristo per intercessione dei tre Re Magi ed è occasione di raccolta di offerte a scopo caritativo e missionario.


Formula

Sulla porta vengono segnate con un comune gesso bianco le croci che rappresentano Cristo, la cifra dell'anno solare appena iniziato aggiunta ai lati dell'iscrizione e solitamente spezzata in due, mentre la parte centrale è formata dalle lettere C✝M✝B (oppure G✝M✝B o anche K✝M✝B) che sono le iniziali dei tradizionali nomi dei Magi: Gaspare (Caspar o Kaspar in tedesco e in diverse altre lingue), Melchiorre e Baldassarre. 

Tali lettere corrispondono anche all'acronimo della benedizione latina Christus Mansionem Benedicat, che significa: "Cristo benedica [questa] casa".

All'acronimo sono stati attribuiti altri significati, per lo più di carattere devozionale-edificante, come Christus Multorum Benefactor ("Cristo il benefattore di molti").

Un'altra forma, prevista per la benedizione nel giorno dei Tre Re, è quella di contrassegnare la porta con IIIK (dove il numero romano tre è seguito dalla lettera "K" che sta per" Re").

In Polonia l'iscrizione C M B può anche essere sostituita dalle lettere JMJ (iniziali di: Gesù, Maria, Giuseppe, cioè la Sacra Famiglia); quest'ultimo simbolo è usato molto raramente.


Rito della benedizione

Preghiere per la benedizione del gesso e della casa - Rituale Romano in latino

Benedizione dei gessetti

Tradizionalmente un sacerdote benedice il gesso nella festa dell'Epifania pronunciando la seguente preghiera:

Benedici, Signore Dio, questa creta (o questo gesso) tua creatura: perché abbia un salutare effetto per il genere umano; e concedi, per invocazione del tuo santissimo nome, che chiunque l’avrà presa o con essa avrà scritto sulle porte di casa sua i nomi dei tuoi santi Gaspare, Melchiorre e Bardassarre, per la loro intercessione e i loro meriti, riceva la salute del corpo e la protezione dell’anima.





Benedizione delle case

Una volta ottenuto il gesso benedetto, un prete o un membro della famiglia può benedire la casa nel modo seguente:

V. Pace a questa casa.

R. E a coloro che vi abitano.

Antifona – I Magi vennero dall’Oriente a Betlemme per adorare il Signore e, aperti i loro scrigni gli offrirono doni preziosi: oro come a gran Re; incenso come a Dio vero; mirra per la sua sepoltura, alleluia.

Magnificat …

Durante il canto del Magnificat si asperge e incensa la casa. Quindi, concluso il cantico, si ripete l’antifona.

Padre nostro in segreto fino a

V. E non ci indurre in tentazione.

R. Ma liberaci dal male.

V. Tutti quelli di Saba verranno.

R. E porteranno incenso e oro.

V. Signore, ascolta la mia preghiera.

R. E il mio grido giunga fino a te.

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.


Preghiamo

O Dio, che in questo giorno colla guida d’una stella hai rivelato ai Gentili il tuo Unigenito; concedi benigno, che, mentre noi già ti abbiamo conosciuto per fede, giungiamo a contemplare lo splendore della tua maestà. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

R. Amen.

Responsorio – Risplendi, risplendi, Gerusalemme, poiché viene la tua luce: sorta è su di te la gloria del Signore, Gesù Cristo nato da Maria Vergine.

V. E le Genti cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore che nasce in te.

R. E la gloria del Signore è spuntata su di te.

Preghiamo.

Benedici, o Signore Dio onnipotente, questa casa, affinché in essa ci siano salute, purezza, forza di vittoria, umiltà, bontà e misericordia, l’adempimento della tua legge, il ringraziamento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. E rimanga questa benedizione su questa casa e su tutti coloro che vi dimorano. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

domenica 5 gennaio 2025

Aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra

 



“Offrirono i doni...”.  

Con questo gesto i tre re magi dall’oriente portano a compimento lo scopo del loro viaggio. Esso li ha condotti per le vie di quelle terre verso le quali anche gli avvenimenti contemporanei spesso richiamano la nostra attenzione. La guida su queste vie per i tre re magi fu quella misteriosa stella “che avevano visto nel suo sorgere” (Mt 2,9), e che “li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino” (Mt 2,9). Proprio a questo bambino andarono quegli uomini insoliti, chiamati fuori dalla cerchia del popolo eletto verso le vie della storia di questo popolo.  

La storia d’Israele aveva dato loro l’ordine di fermarsi a Gerusalemme e di porre - dinanzi a Erode - la domanda: “Dov’è il re dei Giudei che è nato”? (Mt 2,2). Infatti le vie della storia d’Israele erano state tracciate da Dio,e perciò era necessario cercarle nei libri dei profeti: di coloro cioè che a nome di Dio avevano parlato al popolo della sua particolare vocazione. E la vocazione del popolo dell’alleanza fu proprio colui al quale conduceva la via dei re magi dall’oriente. Appena essi ebbero posto quella domanda dinanzi a Erode, egli non ebbe nessun dubbio di chi - e di quale re - si trattasse, perché, come leggiamo “riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia” (Mt 2,4).  

Così dunque la via dei re magi conduce al Messia, a colui che il Padre “ha consacrato e mandato nel mondo” (Gv 10,36). La loro via è anche la via dello Spirito. È soprattutto la via nello Spirito Santo. Percorrendo questa via - non tanto sulle strade delle regioni del medio oriente, quanto piuttosto attraverso i misteriosi cammini dell’anima - l’uomo è condotto dalla luce spirituale proveniente da Dio, raffigurata da quella stella, che seguivano i tre re magi.  

I cammini dell’anima umana, che conducono verso Dio, fanno sì che l’uomo ritrovi in sé un tesoro interiore. Così leggiamo anche dei tre re magi, che giunti a Betlemme “aprirono i loro scrigni” (Mt 2,11). L’uomo prende coscienza di quali enormi doni di natura e di grazia Dio lo abbia colmato, ed allora nasce in lui il bisogno di offrirsi, di restituire a Dio ciò che ha ricevuto, di farne offerta come segno della elargizione divina. Questo dono assume una triplice forma - così come nelle mani dei tre re magi:  

“aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra” (Mt 2,11).  

Giovanni Paolo II, 6 gennaio 1980