martedì 28 aprile 2026

A Cospaia, nella "Repubblica del Tabacco" (nata per un clamoroso errore!)

 


Il borgo di Cospaia ottenne, inaspettatamente, l'indipendenza nel 1440, quando papa Eugenio IV cedette il territorio di Sansepolcro alla Repubblica di Firenze. Per errore, nella designazione del confine, una piccola striscia di terreno non venne inclusa nel trattato che delimitava le frontiere, e i locali residenti dichiararono prontamente di non essere sottomessi ad alcuna autorità. L'equivoco nacque dal fatto che, a circa 500 metri dal torrente che doveva stabilire la demarcazione (chiamato semplicemente "Rio"), esisteva un omonimo corso d'acqua. I delegati della repubblica fiorentina considerarono come nuova delimitazione il "Rio" che si trova più a nord, i delegati dello Stato della Chiesa, invece, quello più a sud. Si costituì così una sorta di terra nullius i cui abitanti si autoproclamarono indipendenti. 

I cospaiesi vollero basare la loro indipendenza sulla libertà totale degli abitanti, detentori tutti della sovranità, non affidata a nessun organo di potere, a differenza di altri Stati. Cospaia aveva anche una bandiera ufficiale, che viene tuttora utilizzata in alcune occasioni. Il vessillo era caratterizzato da un campo nero e uno bianco, divisi diagonalmente.


I cospaiesi non avevano, dunque, obblighi tributari con lo Stato Pontificio e con Firenze, e le merci che transitavano nel territorio non erano soggette ad alcun dazio; era perciò una zona franca e cuscinetto. Sebbene Cospaia si estendesse su appena 330 ettari, i 250 abitanti fecero tesoro della situazione e ne approfittarono per incrementare, fra i primi nella penisola italiana, la coltivazione del tabacco. Proprio per questo la nazione prese il nome di "repubblica del tabacco". Inoltre, ancora adesso, alcune varietà di tabacco vengono definite con il nome di cospaia.

La Repubblica di Cospaia non aveva esercito né carceri. A capo dell'amministrazione, per motivi meramente esecutivi, vi era il Consiglio degli Anziani e Capi famiglia, che si riuniva nella chiesa dell'Annunziata (dal 1718 al 1826), sede dell'omonima confraternita (1613): sull'architrave del suo portone si può ancora leggere l'unica norma scritta del minuscolo Stato, "Perpetua et firma libertas", ovvero Perpetua e sicura (ferma) libertà. Alle sedute del Consiglio degli Anziani partecipava altresì il curato di San Lorenzo, in qualità di "presidente" (forse perché l'unica persona non analfabeta), carica condivisa con un membro della famiglia Valenti, la più importante del paese (quando la riunione si teneva nella loro casa, fino al 1718, ove ora sorge Villa Giovagnoli). La menzionata frase latina era anche incisa sulla campana parrocchiale.

Citerna: la Madonna di Donatello (1415/1420)
Monterchi: La Madonna del parto di Piero della Francesca (1455/1465) 

Dopo diversi secoli di esistenza, Cospaia si ridusse però a un mero ricettacolo di contrabbandieri. Il concetto di libertà si era un po' appannato a favore dei suoi privilegi, che attiravano persone di tutti i tipi, per motivi economici o per sfuggire alla giustizia dei due grandi Stati adiacenti. 

Città di Castello: Mostra Burri, ex seccatoi del tabacco

Dopo la parentesi napoleonica, il 26 giugno 1826, con un atto di sottomissione da parte di quattordici rappresentanti della repubblica, essa venne divisa in due tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana: ogni cospaiese, come "risarcimento", ottenne una moneta d'argento (il "papetto", in quanto raffigurante il pontefice regnante Leone XII) e l'autorizzazione a continuare la tabacchicoltura, che proseguì anche grazie a finanziamenti di ricchi possidenti locali (fonte: Wikipedia)







lunedì 2 marzo 2026

Dal Passo Valles al Rifugio Laresei

 


Il passo Valles (in ladino Dof de Valés) è un valico alpino delle Dolomiti, situato a quota 2.032 m s.l.m., al confine fra Veneto e Trentino. 


Collega le valli del Biois e del Travignolo, facendo così da punto di confine tra i comuni di Falcade nel versante est e Primiero San Martino di Castrozza nel versante ovest, quindi tra le province di Belluno e Trento.


Partenza
 Passo Valles (altitudine: 2030 metri slm)
Arrivo
Rifugio Laresei (altitudine: 2250 metri slm)
Difficoltà
Turistico
Dislivello
+220 metri
Durata
circa 1 ora all'andata 

sabato 7 febbraio 2026

"Con ostinata determinazione, chiediamo che la tregua olimpica venga ovunque rispettata"

 


Signora Presidente del Comitato Olimpico Internazionale,

Signor Presidente del Coni,

Signori membri del Comitato Olimpico Internazionale,

Signore e signori convenuti per questa importante cerimonia,

sono lieto di darvi il benvenuto in Italia, a Milano, alla vigilia dell’apertura delle Olimpiadi invernali.

I Giochi sono l’evento sportivo universale. L’Italia è felice di accogliere il gran numero di atleti, gli allenatori e i tecnici, gli spettatori che da ogni parte del mondo giungeranno per assistere alle gare.

Ne avvertiamo la responsabilità, e abbiamo affrontato con passione gli impegni della preparazione.


Consideriamo l’ospitalità un tratto caratteristico dell’identità italiana, della sua cultura.  

È lo spirito italiano, come ha detto, cortesemente, la Presidente Coventry: desidero ringraziarla.

L’Italia - come ha ricordato il presidente Buonfiglio - è alla sua quarta Olimpiade come Paese organizzatore.

Metteremo in campo ogni impegno affinché il tempo che verrà trascorso nei giorni delle gare, sia gradevole. E contiamo di offrire, con cordialità e amicizia, occasioni per ammirare le nostre montagne, per visitare le città e i borghi che ospiteranno le competizioni, per scoprire anche altri luoghi che raccolgono storia e bellezza.

Le Olimpiadi sono opportunità di incontro e di conoscenza, come ha ricordato il presidente Malagò. Che gli atleti, i tecnici, i dirigenti di oltre novanta Paesi si ritrovino insieme è circostanza che non si limita alla dimensione sportiva.

È un grande evento globale che lancia un messaggio al nostro tempo così difficile. Le guerre, le lacerazioni alla serenità della vita internazionale, gli squilibri, le sofferenze recano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli.

Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza. È rispetto per l’altro. Sfida ai propri limiti: è libertà di progredire.

Lo sport è incontro in pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione con altri. È il contrario di un mondo dove prevalgono barriere e incomunicabilità. Si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita.


Chiediamo - con ostinata determinazione - che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi.

Lo sport ha una grande forza nel mondo delle comunicazioni globali.

I Giochi sono uno strumento coinvolgente per invocare pace e comprensione reciproca.

“Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo” diceva Martin Luther King.

Da Milano e Cortina, da Bormio, da Livigno, da Anterselva, dalla Val di Fiemme, da Verona - che ospiterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi - lo sport si proporrà come veicolo di questa speranza. Speranza che accomuna i popoli di tutti i Continenti.

I valori olimpici di lealtà, inclusione, fraternità sono valori che la Repubblica Italiana ha fatto propri dalla sua fondazione, ottanta anni or sono.

Ringrazio il Comitato olimpico internazionale perché continua a sviluppare nel mondo quest’esperienza di incontro, di passione, di educazione, di cultura condivisa.

Ringrazio gli atleti. Il loro sogno è contagioso e benefico. Sono esempio per milioni di giovani in tutto il mondo.

Tante ragazze e tanti ragazzi, dopo aver seguito i giochi, si avvieranno alla pratica dello sport. Un grande contributo allo sviluppo dei popoli.

Auguro a tutti, a voi, dirigenti dello sport, agli atleti, ai tecnici, agli spettatori di ogni Continente, di emozionarsi e di trasmettere la passione che già si avverte in questo incantevole teatro; dove, come ha sottolineato la Presidente Coventry, avvertiamo i fili preziosi che legano musica e sport.

L’Italia vi augura una buona, felice, indimenticabile Olimpiade!

Dichiaro aperta la 145esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale!

Sergio Mattarella

Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Cerimonia di apertura della 145esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale



Milano, 02/02/2026 

fonte: quirinale.it



domenica 1 febbraio 2026

"Tonnellate di dettagli"

 

Il Foglio, 31 gennaio 2026

Marcialonga 2026: dominio norvegese


 53^ Marcialonga

6000 partecipanti

70 Km tra Moena, Canazei, Predazzo e Cavalese

Dominio incontrastato dei norvegesi 
nelle categorie uomini e donne